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Effetto degli oli essenziali e dei loro costituenti sui muscoli scheletrici

1Bertuzzi G., 2Marzola A., 3Angelini P.

1 Master in Medicina Estetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
2 Studio Fisioterapico “Marzola”, Foligno (PG).
3 Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zootecniche, Università degli Studi di Perugia,

Secondo Hof-Mussier (1990), l’effetto degli oli essenziali sui muscoli scheletrici consiste in una azione principale non specifica (perché di evidente similarità tra oli essenziali lipofilici, insolubili in acqua e molto volatili con le inalazioni narcotiche) la quale agisce più o meno sul sistema periferico  e rilassa la muscolatura liscia.

Gli esperimenti hanno provato una correlazione tra la diminuita solubilità in acqua e l’incremento dell’efficacia di alcuni costituenti di oli essenziali, avvalorando la teoria di Hof-Mussier(1990). Inoltre, Buchbauer (1993) ha riferito che le contrazioni di muscoli lisci potevano essere causate sia da meccanismi neutropici che muscolotropici.

Nel caso di una influenza neutropica di un componente sulla trasmissione di eccitazione mediante neurotrasmettitori, alcuni derivati dei monoterpeni come il fencone o il carvacrolo, hanno inibito l’enzima acetilcolinesterasi il quale inattiva l’azione spasmogenica dell’acetilcolina.

L’olio essenziale di Croton sp. per esempio, ha indotto una depressione della contrattilità delle fibre muscolari lisce (Leal-Cardoso e Fonteles, 1999; Magalhàes et al., 1998; Coelo de Souza et al., 1997). Questi studi hanno mostrato che l’effetto spasmolitico dell’olio essenziale è causato da un effetto neuronale primario, dovuto all’attivazione di canali di potassio, e dall’alterazione del potenziale di riposo della transmembrana. Comunque, più risultati hanno portato in favore di un meccanismo di inibizione muscolotropica; un effetto spasmolitico simile è stato osservato sulla muscolatura liscia che riveste le pareti di cavità degli organi tali come lo stomaco, i bronchi e gli intestini, ed è principalmente responsabile per il mantenimento di un continuo potenziale. In questo caso, alcuni oli essenziali e loro costituenti (Croton zehntneri e Mentha x villosa, principi attivi: estragolo, anetolo e eugenolo) hanno agito come descritto ed sono stati capaci di indurre contrazione muscolare (o il blocco di eccitazione-contrazione in associazione) mediante il rilascio di ioni Ca2+ dal reticolo sarcoplasmico (Fogaça et al.,1997; Lahlou, 2004). Inoltre, l’effetto spasmolitico della lavanda (Lavandula angustifolia) sembra essere stato mediato dall’ cAMP. E’ anche stato rilevato che il modo di azione del linalolo, uno dei principali costituenti della lavanda, é simile a quello dell’olio (Lis Balchin e Hart, 1999).

Hyung et al. (2003) hanno effettuato un interessante studio sull’effetto rilassante del muscolo della vescica urinaria in vitro e in vivo dell’olio essenzial di Ylang-Ylang e il meccanismo di azione sembra anch’esso essere ricondotto a una via metabolica mediata dall’cAMP.

 

Effetti  neurologici dell’aromaterapia

 Teuschner et al. (1990), hanno pubblicato un dettagliato studio sul modo di azione degli oli essenziali sul sistema nervoso. E’ stato evidenziato che il linalolo e l’acetato di linalile hanno la capacità di causare la depressione del sistema nervoso centrale (Nasel et al., 1994). Ghelardini et al. (1990) hanno inoltre dimostrato che l’olio essenziale di L. angustifolia, così come l’acetato di linalile e il linalolo, possiedono attività anestetica locale in vitro ed in vivo. Questi autori suggeriscono che il meccanismo di azione è in rapporto all’attività antimuscarinica e/o al blocco dei canali ionici. Mediante una cascata di reazioni, Seeman (1972) ha studiato l’induzione della narcosi o anestesia locale. Colby e Blaustein (1988), hanno messo in evidenza l’interazione dei composti attivi della membrana con la proteina chinasi C, un enzima che sembrerebbe avere influenza sul ritmo endogeno delle cellule nervose e cardiache. Buchbauer (1993) ha evidenziato che i costituenti degli oli essenziali, “le molecole aromatiche”, si accumulano nella membrana delle cellule nervose, causando così il blocco dei canali ionici e di conseguenza un cambiamento delle proprietà fisiche della membrana, in particular modo della sua permeabilità. L’inibizione del deflusso degli ioni calcio porta ad una spasmolisi. Reprimendo la produzione di una potenziale azione  si causa anestesia locale e la soppressione di irritabilità dei neuroni, causando un effetto infiammatorio.
           
Per quanto riguarda l’effetto delle molecole aromatiche sui comportamenti e le funzioni autonome dell’uomo, sono stati discussi due diversi meccanismi (Jellinek, 1997):

  1. meccanismo farmacologico, ad esempio una diretta interazione tra le molecole aromatiche ed i recettori o le estremità nervose;
  2. meccanismo psicologico, ad esempio, attraverso l’evolversi di soggettive esperienze di odori.

I risultati di questo studio indicano l’evoluzione de entrambi i processi a vari gradi.

Comunque, l’effetto stimolante di una sostanza testata può essere interpretato in termini di meccanismi  sia fisiologici che psicologici. Lo stesso risultato è stato indicato per l’effetto di molecole chirali (enantiomeri di limonene e carvone) sui parametri del sistema nervoso autonomo dell’uomo e sull’autostima (Heuberger e Hongratanaworakit, 2001).

Il carattere lipofilico delle molecole aromatiche è il principale responsabile delle loro attività biologiche. Esse passano facilmente attraverso la barriera sangue – cervello grazie alla loro natura lipofilica. La loro affinità nei confronti di tessuti ricchi di lipidi, tali come quelli del Sistema Nervoso Centrale (SNC), facilita uno scambio di molecole aromatiche dal sangue ai tessuti lipidici.

In uno studio condotto da Santos et al. (1996), gli effetti dell’olio essenziale di Psidium guyanensis sul sistema nervoso centrale e periferico, sono stati invece attribuiti a meccanismi dipendenti dall’adenosina endogena e acetilcolina (blocco della sinapsi colinergica nicotinica nelle giunzioni neuromuscolari).

Rispetto al modo di azione delle molecole aromatiche ci sono due opposti punti di vista (Buchbauer, 1993).

I seguaci della teoria dell’effetto riflettore credono che le molecole aromatiche  portino all’effetto desiderato mediante la creazione di una sensazione piacevole e mediante la stimolazione di nervi olfattori, che terminano nell’emisfero cerebrale destro, dove si connettono al sistema limbico. Questo ultimo è responsabile di tutte le nostre emozioni e sensazioni, come l’ansia, paura, armonia e desiderio sessuale.

I sostenitori della teoria dell’effetto sistemico, credono che le molecole aromatiche agiscano mediante interazioni molecolari dirette con i corrispondenti recettori del Sistema Nervoso Centrale La stimolazione di centri midollari mediante le molecole aromatiche agisce anche mediante l’influenza riflessiva attraverso i nervi olfattori.

Per molti anni gli aromaterapeuti hanno ampiamente ignorato i fattori psicologici che possono essere coinvolti a giocare un importante ruolo nella loro disciplina. Comunque, per lungo tempo, le professioni mediche sono state contente di ammettere che gli effetti psicologici, o ciò che è comunemente chiamato “effetto placebo”, gioca un ruolo importante nell’efficacia della somministrazione di medicinali così come negli interventi chirurgici.

Lemon (2004) ha realizzato uno studio sugli effetti dell’aromaterapia nell’attenuazione della depressione e dell’ansia tramite il servizio di aromaterapia offerto dal Surrey Oaklands NHS Trust’s Day Hospital. La ricerca era tesa ad identificare se c’era una differenza significativa nei livelli percepiti di ansia e depressione tra un gruppo di controllo ricevente massaggi solo con l’olio vettore e gruppi test riceventi olisticamente oli essenziali prescritti diluiti nell’olio vettore durante il massaggio. 32 soggetti sofferenti di depressione e/o ansia erano recrutati tra pazienti ricoverati nell’ospedale e in maggior parte da clienti (non ricoverati) dell’ospedale. Metà erano assegnati randomicamente a un gruppo di controllo e l’altra metà al gruppo del test aromaterapico. Il gruppo test ha ricevuto sei massaggi quindicinali per almeno 40 minuti. L’olio essenziale è stato selezionato in accordo ai sintomi fisici e psicologici, (ad esempio ansia, depressione, forte preoccupazione e insomnia)  tra Citrus bergamia, Citrus limon, Salvia sclarea, Lavandula angustifolia, Chamaemelum nobile, Pelargonium graveolens, Rosa damascena, Santalum album e Jasminum officinalis.

Il gruppo di controllo riceveva massaggi con olio di semi di vinaccioli senza l’olio essenziale in un ambiente identico al gruppo test.  Entrambi i gruppi erano monitorati mediante i loro assistenti  in sedute individuali utilizzando il Montgomery-Asberg Depression Rating Scale (MADRS) oppure il Tyrer Brief Anxiety Scale (TBAS) su una base mensile fino a 12 settimane. Anche i clienti hanno compilato un Hospital Depression Anxiety Scale (HADS) agli stessi intervalli di tempo. L’analisi statistica dei risultati ha indicato una differenza significativa tra il gruppo dell’aromaterapia e il gruppo di controllo. Il gruppo test ha mostrato un marcato miglioramento nei risultati dai tre questionari.

 

Data ultima revisione: Marzo 2007

 

 
 
 
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