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Oli essenziali e aromaterapia

1Bertuzzi G., 2Marzola A., 3Angelini P.

1 Master in Medicina Estetica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
2 Studio Fisioterapico “Marzola”, Foligno (PG).
3 Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali e Zootecniche, Università degli Studi di Perugia,

 

Il termine di essenze o oli essenziali o oli eterei, non raggruppa una categoria di composti dotati di particolari caratteristiche chimiche. E’ soltanto una designazione pratica, tecnologica, commerciale, indicante i miscugli di sostanze volatili ottenute distillando le piante aromatiche in corrente di vapore acqueo. Tali complessi di sostanze volatili costituiscono dei liquidi insolubili o poco solubili in acqua (sulla quale galleggiano come l’olio), solubili in alcool, etere o oli fissi. Come le sostanze grasse, lasciano una macchia traslucida sulla carta, macchia che però non è stabile e che, per evaporazione, scompare. Sono tutti dotati, a causa della loro volatilità, di odore forte e per lo più gradevole.Si trovano particolarmente abbondanti nelle piante appartenenti alle famiglie delle Apiaceae, Asteraceae, Cupressaceae, Geraniaceae, Lamiaceae, Lauraceae, Myrtaceae e Verbenaceae.

Gli oli essenziali vengono prodotti in tutti gli organi della pianta (steli, foglie, gemme, fiori, frutti, semi, legno e radici), sebbene siano maggiormente sintetizzati negli organi aerei. Essi sono spesso accumulati sotto forma di minuscole goccioline, negli spazi intercellulari o in strutture specializzate interne o esterne (es.: dotti resiniferi, peli ghiandolari esterni, ghiandole lisigene, ecc.). Sono presenti in piccole quantità rispetto alla massa del vegetale, anche in percentuali ben al di sotto dell’1%.
Gli oli essenziali sono miscele molto complesse di composti. I principali costituenti chimici degli oli sono rappresentati da monoterpeni e sesquiterpeni che sono idrocarburi con formula generale (C5H8)n, e da  composti ossigenati derivati dagli stessi che includono alcoli, aldeidi, esteri, eteri, chetoni, fenoli e ossidi. Possiamo troviamo inoltre, fra i componenti degli oli essenziali, fenilpropeni e composti specifici contenenti zolfo o azoto. Centinaia di nuove sostanze naturali vengono isolate e identificate ogni anno, ma le attività biologiche sono conosciute solo per alcuni.                                                                                                               Un olio essenziale può contenere centinaia di componenti chimici, ciascuno dei quali fornisce proprietà individuali all’olio essenziale. Un singolo componente può essere solo nocivo, ma avere effetti complementari (sinergici) e/o additivi in una miscela; alcuni componenti chimici possono invece “attenuare” l’effetto potenzialmente nocivo di altri componenti. La loro varietà e ricchezza contribuisce alle caratteristiche peculiari di ciascun olio. In alcuni oli essenziali, può predominare un solo costituente, ad esempio il basilico (Ocimum basilicum) è rappresentato per oltre il 75 % dall’estragolo. In altri oli essenziali, non c’è un singolo componente che prevale, ma un equilibrio di vari componenti, come per esempio l’olio essenziale di maggiorana (Thymus maggiorana), dove ogni individuo chimico è rappresentato dallo 0,1 al 10% del volume totale dell’olio. La presenza di componenti in tracce, non identificabili, può influenzare inoltre l’aroma e in modo determinante anche l’attività biologica. La composizione di un olio essenziale subisce l’influenza del clima, dell’area geografica dove è cresciuta la pianta, del tipo di terreno, delle modalità di coltivazione, del tempo di raccolta e del metodo di estrazione. Un fattore molto importante è la durata della fotoesposizione: infatti, la formazione delle essenze è strettamente legata all’azione della luce e del calore del sole. Per questi motivi, anche piante dello stesso genere o della stessa specie, possono produrre oli che si diversificano in parte nella composizione e nel contenuto dei diversi principi attivi (chemiovarietà). Queste differenze intraspecifiche vengono definite chemiotipi (Lahlou, 2004).
La composizione degli oli essenziali riguardo ai principali componenti chimici è ben documentata in numerosi testi di aromaterapia (Clarke, 2002; Bowles, 2003; Pengelly, 2004).
Diversi sono i test analitici (gas cromatografia, spettrometria di massa, spettroscopia infrarossa, rotazione ottica, indice rifrattivo e gravità specifica) che vengono effettuati dalle aziende produttrici di oli essenziali per determinare se la composizione di un olio essenziale è in accordo con la definizione e la composizione prevista dalla International Standard ISO  (Dunning, 2005).
Un semplice metodo per testare la tossicità di un olio essenziale è la cosiddetta DL50 ("dose letale 50"), parametro tipico della tossicologia che sta ad indicare la quantità di una sostanza sufficiente ad uccidere il 50 % degli animali sui quali sia stata provata  (Svoboda e Deans, 1995).

 

Cosa è l’aromaterapia?

Con il termine  aromaterapia si intende  l’impiego terapeutico  degli oli essenziali derivati dal mondo vegetale.
Gli oli essenziali, per poter essere utilizzati a scopo medico devono essere qualitativamente controllati, puri, standardizzati nei loro costituenti e possibilmente biologici.
Il loro impiego a scopo curativo, dovrebbe essere sempre secondario ad una prescrizione medica e la loro preparazione al farmacista, salvo utilizzare prodotti dell'industria farmaceutica o erboristica regolarmente immessi in commercio.

Il metodo usato per applicare (uso topico) o somministrare (inalazione ed uso interno) gli oli essenziali può contribuire all’efficacia del trattamento; il risultato generale della terapia è tuttavia molto influenzato anche dalla relazione tra il terapista e il cliente, conosciuta come “relazione terapeutica”. I metodi di applicazione/somministrazione degli oli essenziali più comunemente usati sono l’inalazione e le applicazioni esterne tali come il massaggio, bagni e impacchi.

Il massaggio con gli oli essenziali rappresenta la forma più diffusa di trattamento.

L’applicazione sulla pelle attraverso manovre di massaggio facilita l’assorbimento e la penetrazione delle essenze Le molecole aromatiche entrano attraverso i follicoli dei peli e le ghiandole del sudore ed essendo solubili nei lipidi possono penetrare anche attraverso il film idrolipidico della pelle.

 I capillari sanguigni sottostanti possono quindi assorbire l’olio e farlo circolare nel sangue per tutto il corpo. E’ stato calcolato un diverso grado di assorbimento delle componenti aromatiche nel sangue, variabile  dal 4 al 25% (corrispondente a circa 8 X 10 – 6 e 1 X 10 – 5 g/ml di O.E.), quando 5 ml di un olio essenziale diluito al 2% in un olio vettore sono applicati sulla pelle di una scimmia rhesus o di un uomo (Bronough et al., 1990). Molti aromaterapeuti somministrano elevate dosi di oli essenziali oralmente o per rectum (Penoel e Franchomme, 1991) ottenendo una maggiore concentrazione dei componenti nel sangue.

I saggi biologici utilizzati per descrivere e spiegare l’azione degli oli volatili, sono di solito eseguiti su topi, ratti e rospi, come ad esempio l’influenza dell’olio essenziale di menta peperita sul trasporto intestinale (Beesley et al., 1996); l’effetto dell’olio volatile sulla permeabilità della pelle (Abdullah et al., 1996); gli effetti sulle fibre dei muscoli scheletrici (Fogaca et al., 1997) e lo screening di oli essenziali per lo studio delle proprietà analgesiche (Aydin et al.,1996) e antinfiammatorie (Maruyama et al., 2005).

Un crescente numero di aromaterapisti e di fisioterapisti stanno utilizzando gli oli essenziali sia nella pratica privata che all’interno di ospedali ed alcuni risultati sui positivi effetti degli oli essenziali è stato riportato nelle principali riviste di aromaterapia (The Aromatherapist Journal, Aromatherapy, The International Journal of Aromatherapy).

 

Aromaterapia medica

La determinazione e il raggruppamento di centinaia di differenti composti aromatici che rientrano nella composizione degli oli essenziali, rappresenta una fase importante nella comprensione della loro azione terapeutica; esistono tuttavia  proprietà specifiche per molte molecole aromatiche.

 Nonostante ciò, è importante comprendere che, se ad esempio si deve trattare una condizione di infezione, è più logico considerare un olio essenziale ricco in fenolo e/o alcool monoterpene piuttosto che un olio essenziale ricco di estere; al contrario, nel trattamento di una condizione spasmodica, la probabilità di ottenere un buon risultato è maggiore utilizzando un olio essenziale ricco di estere o etere.

Gli aromaterapeuti  sono molto ben informati dell’importante relazione tra la struttura chimica delle molecole aromatiche e le loro proprietà e attività fisiologiche e farmaceutiche.

Purtroppo, talvolta questa relazione è stata interpretata in maniera molto semplicistica e generalizzata. Per esempio, è stato asserito che i chetoni sono neurotossici, ma è ora universalmente accettato che non tutte le molecole con gruppi funzionali chetonici sono neurotossiche. Comunque, in presenza di un possibile rischio, l’atteggiamento di generalizzare questo pericolo, sebbene inesatto, è più sicuro che un comportamento che nasconde il rischio.

L’approccio delle molecole funzionali aromatiche offre molti più vantaggi che svantaggi, in particolare negli stadi iniziali di studio. Dopo tutto, molte categorie di farmaci sintetici sono stati creati sul modello di strutture molecolari e gruppi funzionali attivi di piante (Penoel, 1999).

Alcuni dei vantaggi della conoscenza del linguaggio molecolare aromatico possono essere così riassunti:

  1. Comprensione dell’importanza dei chemiotipi.
  2. Flessibilità nell’uso degli oli essenziali; se un particolare olio essenziale non è disponibile, la molecola attiva richiesta può essere trovata in un altro olio.
  3. La creazione di efficaci sinergie aromatiche.
  4. Migliore comunicazione con strutture farmaceutiche e mediche, più facilmente comprensibile per loro piuttosto che il pensiero e il percorso energetico ed olistico.

 

Non è tuttavia nostra intenzione ridurre l’aromaterapia a strutture molecolari. L’ammirazione per le piante aromatiche e il profondo rispetto della pratica soft ed olistica inglese non ci permette di adottare questa attitudine riduzionista. Tuttavia dobbiamo essere realisti e riconoscere che gli oli essenziali possono diventare una via molto pratica e semplice per trattare i disturbi più comuni. Inoltre, una maggiore conoscenza del linguaggio molecolare non implica l’ abbandono delle strategie della salute olistiche che, al contrario, possono essere rafforzate.

 

Applicazioni mediche degli oli essenziali

Una consultazione medica può avere tre principali orientamenti:

  1. una proposta curativa
  2. un’azione preventiva
  3. una ricerca sull’evoluzione della salute (ad esempio: “sto bene, ma vorrei stare meglio e migliorare in generale le mie potenzialità”).

Gli oli essenziali possono essere utilizzati in tutti e tre gli orientamenti. Nella maggior parte dei casi, nella pratica medica ortodossa, un paziente riceve un prodotto farmaceutico per un dato disturbo e vorrebbe interrompere di prendere le medicine al più presto possibile. La situazione è completamente differente con oli essenziali di alta qualità: essi possono integrarsi nella nostra vita in maniera molto armoniosa. Noi conosciamo, attraverso la nostra esperienza, che la cura, la prevenzione e l’evoluzione spesso vanno di passo in passo quando ci si indirizza verso l’aromaterapia. Le applicazioni arompatiche curative possono anche essere divise in tre aspetti:

  1. procedure aromatiche di emergenza
  2. cure aromatiche intensive
  3. cure aromatiche regolari (per condizioni croniche).

L’azione degli oli essenziali per le emergenze, specialmente nei casi traumatici, è così imponente e così rapida che colloca l’aromaterapia separatamente dalla fitoterapia. Per malattie acute, in particolare per infezioni batteriche e virali, l’adempimento delle tecniche di cure aromatiche intensive offre la migliore probabilità di successo e di veloce guarigione. Le terapie aromatiche intensive impiegano tutti i possibili metodi di penetrazione degli oli essenziali in una forma concentrata e in modo ripetitivo.

La cura aromatica intensiva è anche indicata nell’interruzione del ciclo vizioso di malattie croniche e  infezioni respiratorie. Piuttosto che aspettare che la ricorrenza di invasioni batteriche e poi bombardare l’organismo con antibiotici per un periodo di almeni dieci giorni, il trattamento regolare con gli oli essenziali può diventare parte della vita giornaliera. In questo senso, i trattamenti curativi per le condizioni croniche ed i trattamenti  preventivi sono strettamente collegati. La chiave dell’efficacia degli oli essenziali è certamente una azione globale, intelligente e armoniosa la quale non induce mutazioni batteriche e quindi resistenza, ma al contrario rispetta l’equilibrio della microflora e rafforza il sistema immunitario.

Cure preventive

I trattamenti aromatici preventivi e, soprattutto quelli evolutivi, rappresentano più una scelta personale che una assoluta necessità. Gli aromaterapeuti affermano che una applicazione regolare degli oli essenziali porta molti risultati positivi, con un limitato investimento in costo e tempo. Il rapporto tra investimento ed efficacia è probabilmente uno dei migliori, tra tutte le forme di terapie mediche naturali. E’ tuttavia molto importante usare sempre oli essenziali di alta qualità.

Sinergia degli oli essenziali

Alcuni oli essenziali in miscela producono un effetto di reciproco potenziamento, sicché l’effetto della miscela è superiore a quelli sommati delle singole parti. Distinguiamo miscele sinergiche di oli essenziali “orizzontali” e “verticali”.

Una sinergia molecolare funzionale orizzontale miscela oli essenziali contenenti gruppi funzionali simili. Ad esempio, diversi oli essenziali ricchi di alcool monoterpenici, tali come palmarosa (Cymbopogon martinii, ricco in geraniolo), tea tree (Melaleuca alternifolia, ricca in 4-terpineolo) timo ct. 4-tuianolo (Thymus vulgaris) e Thymus  saturoides ricco in borneolo.

Una sinergia molecolare funzionale verticale miscela oli essenziali contenenti differenti gruppi funzionali. Ad esempio, una miscela sinergica potrebbe contenere molecole antimicrobiche (alcool monoterpenici, come menzionato sopra), molecole mucolitiche (tali come chetoni monoterpenici) e molecole antispasmodiche (includenti alcuni esteri). Questo è certamente l’approccio più logico, poiché una malattia generalmente comporta diversi processi patofisiologici che possono essere trattati con specifiche molecole aromatiche.

In ogni caso, è sempre  molto importante essere nella posizione di poter spiegare cosa si usa e perché è stato scelto.

Metodologia terapeutica

La metodologia terapeutica dell’aromaterapia comporta alcune scelte in considerazione del trattamento da applicare, di come usare gli oli essenziali e di quali altre terapie possono essere utilizzate in concomitanza. I fattori da prendere in considerazione possono essere così riassunti:

  1. Il trattamento é mono-terapico (è usata solo l’aromaterapia), o pluri-terapico (aromaterapia combinata con trattamenti medici convenzionali)
  2. Il trattamento è mono-aromatico (è usato un solo olio essenziale), o pluri-aromatico (sono usati due o più oli essenziali in sinergia orizzontale o verticale)
  3. Il  trattamento é mono, bi-, o tri-interfacciale.Gli oli essenziali possono essere applicati attraverso la pelle, attraverso il sistema respiratorio e /o il sistema digestivo
  4. Quali aree sono considerate in ciascuna interfaccia, e quale é la concentrazione dell’olio essenziale  o della miscela sinergica?
  5. E’ usata una singola miscela (in diluizioni rilevanti e adatta per ogni interfaccia), o diverse miscele sono per ciascuna interfaccia?
  6. In ogni caso, qual’è la durata del trattamento?

 

Un trattamento ben studiato corrisponde alla realizzazione di un programma completo che tiene conto dei seguenti fattori:

  1. la situazione medica del paziente;
  2. la capacità del paziente a svolgere il programma, prendendo in considerazione gli aspetti psicologici, lo stile di vita e ogni limitazione finanziaria;
  3. le attitudini e le reazioni delle persone che circondano il paziente.

E’ generalmente possibile chiedere un grande sforzo per un breve periodo di tempo, oppure un continuo ma moderato o leggero sforzo per un lungo periodo di tempo. Non è realistico domandare un grande sforzo per un lungo periodo di tempo.

 

Proprietà e meccanismi di azione degli oli essenziali

Nonostante la diversa e variabile composizione chimica e gli specifici effetti terapeutici, tutti gli oli essenziali hanno in comune alcune proprietà generali: antisettiche, antibatteriche, antifungine, antivirali, analgesiche, antinfiammatorie, antitossiche, digestive, drenanti, tonificanti, cicatrizzanti, ormonali, immunostimolanti, mucolitiche, espettoranti, spasmolitiche.

 

Conclusioni

Nella medicina popolare così come in aromaterapia, gli oli essenziali e le molecole aromatiche sono state usate e tutt’ora lo sono, come agenti terapeutici. Oltre al loro gradevole aroma, questi composti naturali  esercitano significativi effetti biologici e farmacologici su differenti modelli sperimentali, dovuti principalmente alla loro natura lipofilica. La conoscenza analitica della composizione degli oli essenziali permette una applicazione più mirata così come la dettagliata conoscenza del meccanismo di azione contribuisce a dare maggiore rilievo ai componenti aromatici: queste due condizioni permettono l’uso appropriato degli oli essenziali in diversi settori di applicazione.

 

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Data ultima revisione: Marzo 2007

 

 
 
 
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