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L'habitus ginoide

L'Habitus, ossia la conformazione, la costituzione morfologica umana, può essere classificato in androide, tipico dell'uomo e che vede una distribuzione del tessuto adipiso prevalentemente a carico della metà superiore del corpo, ed in ginoide, tipico della donna e che vede una dostribuzione del tessuto adiposo prevalentemente a carico della metà inferiore del corpo accanto ad una accentuazione della struttura ossea del bacino rispetto alle spalle.

Con ancora maggiore precisione Sjomstrom nel 1985 ha definito una costituzione o Habitus ginoide quella che vede una predominanza del grasso al di sotto della linea ombelico-disco L4-L5 e che nella donna rappresenta in media il 54% del grasso totale.

Questo è vero in linea di massima dal momento che anche tra donne può esistere una distribuzione del tessuto adiposo prevalentemente di tipo androide o ginoide.

Secondo Pinkus le differenze macroscopiche del rivestimento esterno del corpo dipendono essenzialmente dalle modalità di distribuzione del grasso, nel senso che il sesso maschile presenta una distribuzione più uniforme e diffusa, mentre in quello femminile vi sono concentrazioni elettive in determinate zone.

Garn fa inoltre rilevare che nel sesso femminile prevale l'accumulo "esterno" di lipidi, cioè nel pannicolo adiposo, invece il sesso maschile mostra una selettiva preferenza per l'incremento della quota di grasso intorno agli organi interni.

In letteratura sono riportati diversi tentativi di classificazione e di definizione morfologico-strutturale:

Bayer parla di tipi "Diana", "Venere", "Rubens" e "Amazzone", ricorrendo alle arti figurative per un immediato inquadramento della situazione contingente.

Skerlj distingue tra un "Typus feminius normalis", un "Typus sbtrochantericus" dove l'accumulo di grasso si manifesta a calzoni di cavallerizza, un "Typus superior" con prevelenza dell'abnorme deposizione di grasso nelle parti superiori del corpo ed infine un "Typus inferior" con accumulo in quelle inferiori; distingue inoltre un "Typus steatomammalis" ed un "Typus steatopygicus", caratterizzati dall'accumulo di grasso rispettivamente nelle regioni mammaria e glutea.

Per Clauser la distribuzione delle masse di grasso varia con l'età, scendendo da sedi craniali a sedi caudali; è un fatto accertato che, a partire dai 30 anni, si hanno modificazioni dei vasi sanguigni del sottocutaneo, ma è altresì vero che la donna in menopausa presenta una ridistribuzione del tessuto adiposo di tipo androide.

E' bene ricordare che le diverse valutazioni strutturali prendono in esame la distribuzione del tessuto adiposo perché è proprio della morfologia scheletrica di tipo ginoide un accumulo di grasso nella regione trocanterica anche in donne molto magre che hanno quindi un ridottissimo pannicolo adiposo sottocutaneo.

Bahners ritiene che ci sia una predisposizione genetica determinante il tipo elettivo di distribuzione di accumuli di grasso, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno una adiposità.

Queste differenze possono essere influenzate oltre che da fattori genetici ed ormonali -il tessuto adiposo della regione trocanterica è specificatamente regolato dagli ormoni sessuali femminili- anche da condizioni climatiche, etniche e geografiche (silhouette anglosassone/silhouette mediterranea).

Anche la cultura, il grado di civilizzazione e di benessere hanno potuto influenzare nel tempo certi paradigmi.

Come ho già detto nell'articolo "Medicina Estetica e qualità della vita", nella cultura attualmente dominante in Europa e in Nord America la grassezza è rifiutata, mentre in numerose altre società il sovrappeso e l'abbondanza di certe forme sono requisiti essenziali di bellezza.

Non è escluso che questi ideali di bellezza, che si traducono in scelte sessuali, abbiano un remoto riferimento alla fecondità. D'altro canto l'eccesso di adiposità glutea e crurale non è altro che l'accentuazione del dimorfismo sessuale tipico della razza umana.

Anche fattori razziali e genetici sono implicati nella spiegazione di tale dimorfismo. I fattori razziali sono particolarmente evidenti in alcune etnie africane dove le donne (Boscimane e Ottentotte) hanno accumuli di adipe alle natiche e alla radice delle cosce che simulano masse lipomatose. I fattori genetici sono evidenziati dalla occorrenza familiare in più membri di diverse generazioni di "silhouette" determinate anche dalla localizzazione dei depositi di grasso.

Come ho già detto è importante non dimenticare differenze interindividuali e individuali considerevoli di sensibilità allo stile di vita e all'ambiente; tali differenze possono spiegarci come in ambito europeo possano esistere figure strutturalmente opposte (silhouette anglosassone/silhouette mediterranea).

A questo proposito è interessante considerare i dati scaturiti da uno studio prezioso quanto unico nel suo genere, fatto nel 1988 su un gruppo di circa 450 donne selezionate dal nord a sud dell'Europa per valutare la possibile correlazione tra distribuzione del tessuto adiposo e fattori di rischio cardiovascolare.

In questo studio sono state prese in esame tutte donne di 38 anni selezionate in cinque diverse città europee ed in particolare:

- Ede (Olanda);

- Varsavia (Polonia);

- Gotheborg (Svezia);

- Verona (Nord Italia);

- Afragola (Sud Italia).

Sono state quindi diversificate cinque popolazioni femminili campione per Nord Europa (Svezia), Est Europa (Polonia), Centro Europa (Olanda e Nord Italia) e Sud Europa (Afragola). Questi soggetti sono stati oggetto di valutazioni e di misurazioni antropometriche ed in particolare: peso, altezza, BMI, plicometria (tricipitale, bicipitale, sottoscapolare, sovrailiaca, mesogastrica o paraombelicale e ipogastrica), inoltre sono state misurate circonferenze nel soggetto in stazione eretta (dopo aver completato la espirazione), del petto, della vita, dei fianchi e delle cosce.

I dati scaturiti da questo studio, come ho detto, unico nel suo genere in quanto a numero di soggetti esaminati (gli unici due studi di questo tipo sono stati fatti in USA per mettere a confronto soggetti diabetici con non diabetici in un piccolo gruppo di appena 33 donne senza procedere a tutte le misurazioni di cui parlavo prima) sono molto interessanti per affermare, dati alla mano, come esistano notevoli differenze di struttura anche tra le diverse popolazioni europee. Infatti, scaturisce come le donne di Afragola, un paesino vicino Napoli, presentino una statura più bassa, un BMI più elevato e soprattutto una circonferenza dei fianchi sensibilmente superiore a quella delle altre popolazioni femminili europee.

E' altresì interessante considerare come queste differenze esistano anche a proposito dei fattori di rischio cardiovascolare in quanto lo studio mette in evidenza che le donne sud europee o mediterranee accanto ad una slhouette meno longilinea e più marcatamente ginoide rispetto alle latre popolazioni femminili presentino valori di colesterolo totale e di trigliceridi più bassi nonchè di HDL più elevati. Tutto ciò è di per sè indicativo delle differenze alimentari oltre che socio-economico culturali che possono magari rendere più evidenti certe conformazioni.

Questo significa che è più facile trovare tra la popolazione femminile di Afragola donne in sovrappeso, indipendentemente dall'Habitus, rispetto a quelle di Varsavia e ciò in diretta relazione con l'alimentazione influenzata sia dalla qualità del cibo e soprattutto dal fatto che le donne del sud conducono una vita meno dinamica e più portata ad un frequente contatto con il cibo. Da ciò si evince che donne che presentano già strutturalmente un Habitus ginoide e che sono brevilinee, all'aumentare del BMI modificano in maniera ancora più evidente la loro silhouette.

Concludendo, posso affermare con assoluta certezza che non esiste un Habitus migliore di un altro. Ogni struttura corporea ha di per sè caratteristiche potenzialmente favorevoli o sfavorevoli. Ciascun individuo dovrebbe cercare di mantenere un equilibrio psicofisico che tenda ad avvicinarsi a ciò che di meglio può ottenere che è poi anche compito principale della Medicina Estetica.

 

Per approfondimenti si veda Bibliografia.

Data ultima revisione: Gennaio 2007

 

 
 
 
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