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Il peso ideale

Nell’ambito della Medicina Estetica, identificare il peso ideale, o meglio desiderabile, è il più importante riferimento nell’intraprendere cure volte a migliorare inestetismi delle gambe quali la cosiddetta “cellulite”; anche nella Medicina Anti-Aging  raggiungere e mantenere il peso “forma” risulta tra le basi di ogni tipologia di cura. Troppo spesso, in questi casi, si pensa che il successo terapeutico possa essere affidato a farmaci, preparati e metodiche diverse che, a mio avviso invece, sono in funzione del corretto equilibrio del nostro peso ideale.

Esistono numerosissimi criteri e formule per la determinazione del giusto peso, più o meno complessi e più o meno semplici.

Il mio, dettato dallo studio e soprattutto dalla esperienza,  prevede come punto di partenza lo studio della morfologia dell’individuo, prima ancora di parlare di altezza .

Numerosi autori, in passato, hanno cercato di stabilire dei criteri per identificare i diversi “tipi morfologici” che caratterizzano l’essere umano.

Skerlj parlava di un typus feminius normalis, un typus subtrochantericus, un typus superior, un typus inferior, un typus steatomammalis, un typus steatopygicus.

Sigaud, affermando che “la forma dell’uomo si modella sopra gli ambienti che lo circondano”, distingueva un tipo digestivo, un tipo respiratorio, un tipo muscolare ed un tipo cerebrale.

Sheldon diversificava in base alla natura embriologica un tipo endomorfo, un tipo ectomorfo ed un tipo mesomorfo.

Infine Brian ha classificato un tipo longilineo, un tipo mediolineo ed un tipo brevilineo e per ciascuno ha distinto la variante armonica da quella disarmonica e da quella cosiddetta displastica.

Personalmente in maniera molto più schematica, identifico soltanto due tipi di struttura: Habitus ginoide, caratterizzato da un diametro bi-trocanterico superiore al diametro bi-omerale, ed un Habitus androide, caratterizzato da un diametro bi-omerale superiore al diametro bi-trocanterico. Ancora più semplicemente l’habitus ginoide, tipico della struttura femminile, con fianchi più larghi delle spalle e quello androide, tipico della struttura maschile, con spalle più larghe dei fianchi. Per ognuna delle due strutture ho evidenziato tre gradi e cioè ginoide I, dove la differenza tra i diametri è minima, ginoide II, dove la differenza è più consistente e ginoide III, in cui la differenza è assai accentuata; stessa cosa per la struttura androide.

La distribuzione del tessuto adiposo, nelle due strutture, è molto diversa in quanto nell’habitus ginoide il grasso, poco o tanto che sia, tende a localizzarsi a livello dell’addome e delle gambe, mentre nell’habitus androide a livello dell’addome e del tronco. Più accentuato sarà il grado di habitus, ad esempio ginoide III,  più  netta sarà la distribuzione regionale del grasso.

A questo punto entra in gioco l’indice di massa corporea o Body Mass Index (BMI), cioè un numero che si calcola dividendo il peso per il quadrato dell’altezza. Ad esempio in una persona che pesa 50 chili e che è alta 150 centimetri bisognerà calcolare 50:2,25 = 22,22, dove 50 è il peso, 2,25 il quadrato dell’altezza (150x150) e dove 22,22 è il BMI.

Comunemente il BMI rappresenta un indice di morbilità, cioè esprime il potenziale fattore di rischio per la salute legato al peso; tale numero, fisiologicamente, dovrebbe essere compreso all’incirca tra 19 e 24 per le donne e tra 23 e 27 per gli uomini.

Spesso, però, la fisiologia non considera l’armonia che, nella valutazione di  un corpo, ha una grande importanza.

Un peso desiderabile sia da un punto di vista fisiologico che armonico, quindi, dovrà tener conto di un indice di massa corporea nella norma che, a seconda della struttura della persona, potrà tendere verso il basso o verso l’alto della scala dei valori consentiti.

Nella donna con una struttura ginoide tra 19 e 20, nel terzo grado (Ginoide III), tra 20 e 21, nel secondo grado (Ginoide II) e tra 21 e 22, nel primo grado (Ginoide I); nella donna con struttura androide tra 21 e 22 nel primo grado (Androide I), tra 22 e 23, nel secondo grado (Androide II) e tra 23 e 24 nel terzo grado (Androide III). Struttura ginoide e struttura androide di primo grado sono equiparabili in quanto costituiscono una sorta di habitus “misto”.

Nell’uomo vale lo stesso principio: BMI tra 26 e 27 nella struttura androide di terzo grado, tra 25 e 26 in quella di secondo grado, tra 24 e 25 in quella di primo grado, tra 24 e 25 nel primo grado della struttura ginoide e tra 23 e 24 nel secondo grado della struttura ginoide. Praticamente quasi inesistente, soprattutto nelle razze occidentali, un uomo con struttura ginoide di terzo grado.

Prendiamo ad esempio due giovani donne della stessa età e della stessa altezza, 170 cm (il quadrato di 170 è pari a 2,89): una con spalle molto più larghe rispetto ai fianchi (androide III) ed un’altra con fianchi molto più larghi rispetto alle spalle (ginoide III). La prima dovrebbe avere un BMI vicino a 22, mentre la seconda vicino a 19. Questo vuol dire che la prima delle due donne di 170 centimetri di altezza dovrebbe pesare intorno ai 64 chili (64:2,89=22,1), mentre la seconda intorno ai 55 (55:2,89=19).

In conclusione una donna con una struttura ossea dai fianchi molto più larghi rispetto alle spalle, tipica della struttura mediterranea, per valutare allo specchio la sua silhouette, dovrà osservare prima le gambe, quindi l’addome ed, infine, seno e viso, quindi dovrà avere un BMI compreso tra 19 e 20 affinché il suo peso sia fisiologicamente ed armonicamente davvero desiderabile!

 

Data ultima revisione: Gennaio 2007

 

 
 
 
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