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Dalle ricerche sull’invecchiamento di Arpa Medica nasce oggi una novità:

A.R.P.A. Skin-age calculator 1.0
Il software che permette di calcolare semplicemente e con precisione letà cutanea, cioè letà biologica della pelle.

 

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E' disponibile il nuovo libro: "L'invecchiamento - Come conoscerlo e come farselo amico" del professor Gianluigi Bertuzzi e del professor Eduard Bercovich.

 

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I nuovi orientamenti della Medicina Estetica nella cura dell’invecchiamento della pelle:

La Mesoplastica


L’invecchiamento è un fenomeno complesso che, fin dall’antichità, ha visto l’uomo impegnarsi a fondo nel cercare di arginare l’inesorabile scorrere del tempo. Tutti invecchiamo dal termine dell’adolescenza con l’inizio dell’età adulta dai 18 – 20 anni in poi. Ma perché in alcuni di noi i segni degli anni che passano sono più evidenti mentre in altri sembra addirittura che il tempo si sia fermato?

Le cause dell’invecchiamento sono essenzialmente di due tipi: interne (circa il 30%), cioè legate ai fattori genetici, ed esterne (circa il 70%), cioè legate al nostro stile di vita (alimentazione, stress, fumo, ambiente, sole, attività fisica, ecc.).

L’invecchiamento della pelle riguarda uno degli aspetti dell’invecchiamento generale dove più organi ed apparati subiscono una progressiva involuzione sotto un’unica regia: il nostro cervello. Questo è uno dei motivi per cui oggi, sempre di più, si parla tanto di terapie anti-stress e di cure con antiossidanti, sostanze in grado di contrastare le azioni dannose dei radicali liberi a livello delle nostre cellule, ed in particolare, quelle del nostro cervello: i neuroni.

La pelle, quindi, come il sistema nervoso centrale, come il sistema immunitario, come il sistema endocrino, come il sistema cardiovascolare, come l’apparato muscolo-scheletrico, subisce dei danni che, molto spesso, sono più “visibili” di altri: rughe, macchie, riduzione della consistenza, della elasticità, del tono, aumento della sensibilità, ecc..

Tra tutti, il fattore più dannoso per l’invecchiamento cutaneo, è il sole. Esposizioni prolungate e ripetute nel tempo, protezioni solari scarse o nulle, cosmetici inadeguati, sono tra i principali responsabili di questo fenomeno.

Nei nostri ambulatori universitari del Master di Medicina Estetica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, già da diversi anni adottiamo delle metodologie terapeutiche volte a rallentare il processo di invecchiamento cutaneo e a migliorare gli inestetismi della pelle che sta invecchiando troppo velocemente.

La Mesoplastica riguarda un complesso protocollo di cure deputate a tale scopo.

Dopo una attenta valutazione preliminare che ci consente di inquadrare esattamente sia il tipo di pelle, i processi di invecchiamento in atto e gli eventuali danni presenti, procediamo con la stesura del programma di cura. Questo prevede tre fasi:

  1. la prescrizione cosmetica personalizzata, con cosmetici e cosmeceutici, cioè creme, sieri, latti ed oli dotati di una vera e propria valenza terapeutica.
  2. la terapia cellulare, mirata a stimolare le cellule della nostra pelle a produrre maggiori quantità di collagene, di fibre elastiche e ad arricchirsi di acqua.
  3. la correzione dei danni, attraverso iniezioni di collagene, acido jaluronico, tossina botulinica, laser e apparecchiature a flusso continuo di elettroni, nonché l’esecuzione di eclusivi peeling combinati e composti (diversi tipi di acidi in combinazione ed in successione), per il riempimento di pieghe e rughe, per la distensione delle rughe superficiali e per l’eliminazione delle macchie cutanee e di cheratosi solari.


La terapia cellulare è quella che, a mio avviso, presenta il maggiore interesse anche perché rappresenta la “vera” cura per rallentare l’invecchiamento cellulare della nostra pelle.

Consiste nell’effettuare delle iniezioni, assolutamente indolori, sulle diverse zone interessate (viso, collo, decolletè, mani) con una frequenza che è in funzione delle diverse situazioni, generalmente ogni due settimane. Il principio della biostimolazione vede l’utilizzo di diverse sostanze (PDRN, GAG, Fosfolipidi, Aminoacidi a catena ramificata, Vitamina B6) senza effetti collaterali in grado di stimolare le cellule della pelle, sia in maniera diretta (biostimolazione attiva) che indiretta (biostimolazione passiva). Oggi si sente molto parlare di biostimolazione con le sostanze più diverse, con fattori piastrinici e addirittura anche di cellule staminali. I nostri protocolli sono standardizzati ed utilizzati da anni nei nostri ambulatori universitari per garantire all’utenza la massima efficacia e sicurezza nel rispetto del più assoluto rigore scientifico. Ma novità assoluta è rappresentata dal Bio NAC, cioè dalla biostimolazione con N- acetil cisteina. Abbiamo notato che, molto spesso, non era sufficiente procedere con la biostimolazione classica in quanto la cellula, se fortemente danneggiata, non è in grado di rispondere in maniera ottimale a nessun tipo di stimolazione. L’esempio potrebbe essere quello di una batteria di una autovettura che, nonostante il movimento dell’auto, non riesce a ricaricarsi e a mantenere l’energia se presenta un danno; in questo caso inutile insistere nel far camminare l’auto se prima non si pensa a riparare il danno. Stessa cosa avviene nelle cellule della nostra pelle. In questo caso il danno, prodotto da diversi fattori (fumo, sole, inquinamento, ecc.) consiste nel mettere fuori uso il principale sistema di difesa delle nostre cellule: il glutatione. Esso rappresenta il più potente scavenger endogeno, cioè il più laborioso ed efficace “spazzino” di radicali liberi; il glutatione è, di contro, estremamente vulnerabile a fattori esterni come il fumo o le radiazioni solari, ragion per cui rischia di essere neutralizzato assai facilmente. L’n-acetil-cisteina, che noi utilizziamo alternata alla classica biostimolazione, agisce proprio mantenendo integro il glutatione impedendone una facile ossidazione e nello stesso tempo rallentando l’attività di quegli enzimi proteolitici come le collagenasi e le jaluronidasi, che sono responsabili di una rapida perdita di collagene ed acido jaluronico da parte della nostra pelle. Il risultato è che la pelle, così trattata, sembra davvero “rinascere”.

Prof. Gianluigi Bertuzzi

Docente di Medicina Estetica e coordinatore didattico – scientifico

Master di Medicina Estetica

Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

 

 
 
 
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