FLEBOLOGIA IN MEDICINA ESTETICA

del Prof. Dott. Gianluigi Bertuzzi


La patologia venosa ricorre frequentemente nella pratica clinica dell’Ambulatorio Medico.

Riconoscere i principali segni clinici, fare una accurata anamnesi ricercando familiarità e concause (aumento di peso, prolungata stazione eretta, stipsi, terapia estroprogestinica, pregressi interventi chirurgici, esposizioni a fonti di calore, ecc.) ed utilizzare il Doppler C.W. per valutare le eventuali incontinenze valvolari del circolo superficiale e del circolo profondo, sono elementi indispensabili per fare una corretta diagnosi.

Gli interventi terapeutici da applicare nella patologia venosa possono essere numerosi, medici e/o chirurgici.

La medicina Estetica è una medicina restitutiva e correttiva che si propone di conservare il benessere psico-fisico dell’individuo.

Nell’ambito della patologia venosa, la M.E. predilige interventi terapeutici che ripristinino la funzione alterata attraverso tecniche mini invasive accanto ad un costante rispetto per l’Estetica intesa nel significato di BELLEZZA = SALUTE.

Ma la M.E. vuole essere innanzi tutto una medicina preventiva che educhi l’individuo a conoscersi, ad accettarsi, a gestirsi, secondo regole di igiene di vita, di igiene alimentare, di igiene fisica, psicologica e cosmetologica.

In Flebologia la prevenzione dura tutta la vita e, accanto a norme di igiene di vita, si avvale di farmaci flebotonici, profibrinolitici, di fitopreparati, di preparati omotossicologici, per uso interno e per uso topico nonché di tutori elastocompressivi.

Ci sono tre grandi gruppi di calze elastiche:

  1. CALZE DA RIPOSO, per le quali non è necessaria la prescrizione del Medico e che chiunque può utilizzare liberamente.
  2. CALZE DI SOSTEGNO, (con compressioni alla caviglia che vanno dai 10 mmHg ai 20 mmHg) che il Medico prescriverà come importante supporto preventivo in assenza di danni conclamati.
  3. CALZE TERAPEUTICHE, (suddivise a loro volta in quattro classi di compressioni alla caviglia dai 20 mmHg ai 60 mmHg) che il Medico prescriverà come fondamentale supporto terapeutico solo in presenza di patologie veno-linfatiche ben definite.

Accanto alle calze elastiche, oggi molto usate per la loro grande praticità, il Medico dispone di tutta una serie di bende a maggiore o minore elasticità, adesive e non, di grande importanza in terapia flebologica.

A questo proposito, risulta di grande aiuto per il Medico e di grande beneficio per il paziente, un particolare bendaggio fisso con Tensoplast impregnato di un gel preventivamente refrigerato e contenente elevate percentuali di mentolo (come rinfrescante), di ippocastano (come antiedemigeno) e di mirtillo (come coadiuvante nel ripristino di una corretta permeabilità capillare), nella cosiddetta "Flebopatia Ipotonica Costituzionale" dove troviamo gambe gonfie, pesanti, dolenti e calde spesso anche in assenza di segni clinici di alterazioni funzionali.

Quando invece compaiono alterazioni funzionali del sistema venoso superficiale, dove l’incontinenza valvolare diventa causa di reflusso e quindi di possibili complicanze come varici, flebiti, varicoflebiti, tromboflebiti, flebotrombosi (circolo venoso profondo), ulcerre cutanee, ecc., allora l’imperativo per il Medico diventa quello di eliminare il suddetto reflusso.

Esistono terapie chirurgiche (come lo stripping, la flebectomia per minincisioni, la terapia conservativa CHIVA) e terapie mediche; tra queste ultime la scleroterapia ricopre un ruolo di grande importanza nel trattamento ambulatoriale delle varici e delle teleangectasie.

Le teleangectasie rappresentano soltanto un danno estetico e possono essere eliminate con delle microsclerosi con o senza compressione elastica a seconda dei casi.

Le varici, invece, oltre al danno estetico, costituiscono un vero e proprio danno funzionale, anche in assenza di sintomi apprezzabili e possono essere eliminate con una scleroterapia combinata, associata cioè a bendaggio elastocompressivo fisso sia eccentrico (sulla varice) che concentrico (sulla gamba).

Tale terapia non comporta tagli, dolore, anestesie e soprattutto immobilizzazione del paziente che può, anzi devemuoversi quanto più possibile. Richiede sedute settimanali o quindicinali per un tempo proporzionale all’estensione delle varici in oggetto.

Nonostante si tratti di una terapia ambulatoriale e di facile esecuzione non bisogna mai dimenticare che è pur sempre un "atto medico" con controindicazioni assolute e relative ( poche per la verità), ma, a mio avviso, molto meno rischioso e invalidante di un intervento chirurgico.

Ogni intervento terapeutico in Flebologia non dovrà mai dimenticare il supporto dei flebotonici (sintetici o di derivazione naturale), delle bende o delle calze elastiche o delle creme (O/A o A/O) arricchite con principi attivi sul microcircolo che garantiscano alla pelle elasticità ed idratazione, assicurando quindi la sua naturale funzione di barriera


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Data ultima revisione: Gennaio 2007