Le mani come specchio dell'invecchiamento della pelle

del Prof. Dott. Gianluigi Bertuzzi


La bellezza delle mani attrae la nostra attenzione subito dopo quella del viso e del collo in quanto costituiscono le parti del corpo più scoperte e, quindi, più evidenti.
Le mani ci mettono in contatto epidermico con gli altri e comunicano attraverso la gestualità. I sordomuti, addirittura, parlano con le mani. Anche per questo la cura di esse riveste un importante significato nella medicina estetica.
Le mani, specialmente quelle femminili, quando belle e ben curate, ci colpiscono perché sottendono messaggi erotici ed affettivi (carezze). Al contrario, quando ci viene posta una mano secca e rugosa o unta e sudaticcia, magari con unghie trascurate, la stringiamo con un certo disgusto e con il palmo a conchiglia, onde limitare il contatto epidermico.
Le nostre mani, più ancora del viso, vengono a contatto con gli altri.
La mano femminile è in media più piccola di quella maschile di circa due centimetri in lunghezza e di uno in larghezza, a parità di struttura corporea, ed è meno potente e più sensibile, quasi come quella dei bambini.
La pelle più sottile e delicata è quella del dorso delle mani, molto simile a quella del contorno degli occhi. Presenta un solo strato corneo a differenza di quella dei palmi che è più spessa anche per ovvie esigenze di “presa”.
Proprio per questo la pelle del dorso delle mani, oltre al fatto che è una zona cutanea costantemente esposta alle radiazioni solari, è più soggetta, rispetto alla pelle di altre zone del corpo, a danni da aggressioni chimiche nell’uso domestico e professionale, quali detersivi, tensioattivi, solventi, ecc..
Lavare troppo spesso le mani, ad esempio quando siamo in presenza di un’igiene maniacale, comporta un danneggiamento a carico del mantello idrolipidico; questo riveste lo strato più superficiale dell’epidermide, quello corneo, donando alla pelle elasticità e protezione.
Da una recente indagine risulta che l’ 80% degli italiani si lava le mani con saponi almeno cinque volte al giorno. Questa pratica è, spesso, inutile e nociva in quanto danneggiando la barriera naturale di protezione della pelle, la espone ad infezioni, screpolature, secchezza ed inestetismi. La prevenzione intelligente dovrebbe consistere nel lavare le mani con moderazione e soprattutto i palmi che sono più soggetti a sporcarsi rispetto al dorso; inoltre importantissimo proteggerle con guanti durante i lavori domestici ed utilizzare detergenti poco aggressivi o, in alcuni casi, la sola acqua.
Le mani di una persona, come pure il collo, spesso ci rivelano la “vera età” del soggetto prima ancora del viso che è spesso più curato ed anche opportunamente “camuffato” con il make up, ed uno dei primi segni distintivi di un invecchiamento cutaneo accelerato è costituito dalla comparsa sul dorso di macchie ipercromiche, più o meno numerose e più o meno evidenti.
Prodotti cosmetici ad azione schiarente danno spesso risultati deludenti; buoni miglioramenti si ottengono invece con specifici peeling chimici (acido cogico, manduvico, ecc.) e con alcuni tipi di luce laser (luce pulsata, ecc.). Fondamentale è, però, una opportuna prevenzione con creme fortemente idratanti (A/O) e con fotoprotettori a massima protezione (SUN BLOCK).
Sulla superficie del palmo della mano sono presenti tre tipi di linee: linee di flessione, linee di tensione e creste cutanee.
Le linee di flessione interessano i chiromanti, quelle di tensione, rappresentate da piccole grinze che aumentano con l’invecchiamento, interessano i medici estetici ed infine le creste cutanee, i solchi sui polpastrelli che formano le impronte digitali, la polizia giudiziaria.
Le mani presentano una strana sudorazione: durante il sonno le ghiandole sudoripare del palmo cessano la loro attività a differenza delle altre parti del corpo che risentono, invece, degli aumenti di calore. Di contro, indipendentemente dalla temperatura esterna, il palmo delle mani può aumentare vertiginosamente la secrezione di sudore in presenza di una condizione di forte ansia.
Anche le unghie giocano un ruolo importante nell’estetica delle mani in quanto possono penalizzarne o accrescerne la bellezza.
Molte sono le alterazioni a carico delle unghie, genericamente indicate come onicosi, come le onicomicosi dovute a funghi, le discromie o le cosiddette unghie a vetrino di orologio. La perionissi, infiammazione del tessuto periungueale e la onicolisi, fragilità del tessuto ungueale, possono completare tale quadro.
In definitiva, quindi, le mani costituiscono una zona del nostro corpo troppo spesso trascurata e molto spesso vulnerabile nei confronti del processo di invecchiamento della pelle.
Ribadisco che fondamentale è una prevenzione attraverso un corretto stile di vita ed una buona cultura cosmetologia che preveda sempre delle creme idratanti accanto a delle protezioni solari elevate per il giorno e delle energiche emulsioni (A/O) alla sera. A volte tutto ciò può non bastare, soprattutto quando cominciano ad essere già molto evidenti i principali segni di un invecchiamento cutaneo accelerato, quali macchie e notevole riduzione di elasticità del dorso delle mani: in questo caso la strategia terapeutica migliore per rallentare questo processo consiste nel sottoporsi periodicamente a cicli settimanali, quindicinali o mensili di biostimolazione cutanea, metodica che consiste nel praticare delle iniezioni negli spazi interdigitali di aminoacidi come costituenti di base del sebo, di vitamina B come coenzima, di glucosamina per il suo forte potere igroscopico e di polidesossiribonucleotide (PDRN) per la sua capacità di stimolare i fibroblasti.

(Con la gradita collaborazione del Dr Elio Pinchera)


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Data ultima revisione: Gennaio 2007