INVECCHIAMENTO CUTANEO

E

" C - FACE - LIFTING "

 del Prof. Dott. Gianluigi Bertuzzi


L'Invecchiamento Cutaneo ( I.C.) rappresenta una delle numerose manifestazioni di un fenomeno più ampio, l'Invecchiamento Generale ( I.G.).

Possiamo distinguere fondamentalmente due forme di I.C. :

  1. I.C. fisiologico
  2. I.C .fotoindotto

Nell'I.C. fisiologico abbiamo una diminuzione della capacità di rigenerazione dei vasi, rughe sottili, diminuzione del tessuto elastico, diminuzione del turnover cellulare e moderata perdita di collagene dai tessuti.

Nell'I.C. fotoindotto si assiste ad una grave perdita di vasi, rughe profonde, grana della cute spessa, cellule di tipo precanceroso, produzione anarchica di tessuto elastico anomalo (elastosi) e grave perdita di collagene.

Concorrono fattori interni (genetici, ormonali, da malattia) e fattori esterni (ecologici, da inadeguata cultura cosmetologica, da errata alimentazione, da errate abitudini di vita, stress e fumo).

I segni clinici più evidenti di questo processo sono :

Glogau classifica il danno cutaneo in 4 tipi :

La Medicina Estetica, nell'ambito di un approccio multidisciplinare, prevede un programma di intervento (programma Diagnostico - programma Preventivo - programma Correttivo) completo e complesso volto sì a ripristinare gli eventuali parametri alterati, ma soprattutto a monitorare continuamente i normali processi di invecchiamento. E dunque, invecchiare "meglio e più a lungo" facendo attenzione che la nostra Età biologica non superi ( o meglio si mantenga al di sotto ) la nostra Età cronologica o anagrafica.

Nell'ambito del programma Preventivo e Correttivo il " C - FACE - LIFTING " trova, a mio avviso, un posto determinante.

Si tratta di un nuovo tipo di "refreshing peeling" combinato con l'azione di un particolare tipo di vitamina C.

Innanzi tutto perchè il peeling e perchè la vitamina C ?

Il peeling (spellamento) chimico costituisce una delle metodiche di correzione dei parametri cutanei alterati nell'I.C.

In questo caso parliamo di un peeling chimico ed in particolare di un certo tipo di acido glicolico (AHA). La scelta dell'acido glicolico è stata fatta per la sua azione di "distensione" esercitata sugli strati più superficiali della cute, perchè è un acido che non produce neoangiogenesi e per la sua estrema versatilità.

Ricordo che l'acido glicolico (AHA) agisce in funzione di tre parametri:

- concentrazione (in soluzione fino al 70%)

- pH

- tempo di applicazione

Variando i suddetti parametri possiamo avere azioni estremamente differenti e possiamo utilizzare l'acido glicolico come soft-peeling o come medium-peeling; quindi la nostra stimolazione potrà andare dagli strati più superficiali dell'epidermide fino al derma papillare.

Nel " C - FACE - PEELING " utilizziamo un acido glicolico a basse concentrazioni (dal 20% al 30%) con un pH molto basso (< 1) e con tempi di applicazione molto ridotti (da 1 a 3 minuti). Questo proprio perchè vogliamo una stimolazione sì energica, ma solo sugli strati più superficiali; ciò ci consente di ottenere il massimo effetto lifting, proprio di questo tipo di acido, di poterlo utilizzare anche su fototipi alti senza rischi di iperpigmentazioni, anche in periodo estivo e di creare un passaggio ottimale per l'assorbimento della particolare vitamina C in oggetto.

La vitamina C (acido L-ascorbico e non L-ascorbato), accanto alle ben note proprietà antiossidanti, favorisce la riattivazione della vitamina E, la stimolazione del collagene, il ripristino dell'elasticità cutanea e presenta notevole effetto antiinfiammatorio sulla pelle: prevenzione e cura, dunque, dell'I.C. fotoindotto.

La particolare formulazione del prodotto (acido L-ascorbico al 10%, solfato di zinco e L-tirosina) ci consente di "sfruttare" in toto la quantità di vitamina C in quanto la molecola si presenta "blindata" nei confronti dell'ossidazione a contatto con l'aria; lo zinco aiuta la produzione di collagene stimolata dall'acido L-ascorbico e la L-tirosina, in sinergia con l'acido L-ascorbico, promuove la rigenerazione del tessuto connettivo attraverso la stimolazione dei fibroblasti.

Il protocollo di lavoro comporta, una volta effettuata la visita preliminare ed il test di sensibilità cutanea, la preparazione del viso, l'applicazione dell'acido, la neutralizzazione, l'applicazione della vitamina C in questione su tutte le aree cutanee e di un complesso oleoso poliaminoacidico e polivitaminico in occlusione per almeno due ore. A casa la terapia cosmetologica prescritta a seconda del biotipo e del fototipo individuato sempre associata a piccole quantità di acido glicolico in formulazioni diverse e di vitamina C.

Tenendo sempre presente la variabilità dei soggetti che si sottopongono a questo particolare "refreshing peeling", la frequenza delle applicazioni sarà inizialmente quindicinale per almeno tre mesi e quindi mensile.

Sono stati valutati 20 soggetti di sesso femminile, di età compresa tra i 30 ed i 60 anni, con fototitpi diversi (da 2 a 4-5), con biotipi differenti (pelle seborroica, invecchiata, disidratata, asteatosica), con danni di lieve, modesta e severa entità (rughe sottili, profonde, macchie senili, alterazioni del colorito cutaneo, assottigliamento epidermico e notevole perdita di elasticità cutanea), ma tutti con una sensibilità cutanea non superiore a 1-2 (sec. Ramette).

I soggetti in esame sono stati trattati per un periodo di quattro mesi (aprile-maggio-giugno-luglio) con applicazioni quindicinali e monitorati con pH-metria, sebometria, corneometria, test di sensibilità e osservazione alla luce di Wood.

Le valutazioni suddette sono state eseguite, su ogni soggetto, sia sulla cute del viso in trattamento che su altre aree fotoesposte (collo e decolletè) non trattate.

Al termine del suddetto periodo di terapia tutti i parametri valutati si sono mantenuti entro i range di normalità, alla luce di Wood l'osservazione non evidenziava più comedoni apprezzabili e alterazioni del colorito nette, ma soprattutto all'esame obiettivo il colorito cutaneo si presentava uniforme con luminosità ritrovata, le rughe lineari (frontali e periorbitali) notevolmente distese e la grana cutanea diminuita.

La compliance dei pazienti è risultata ottimale (durante la cura si sono esposti anche al sole con le dovute precauzioni) sia per l'ottimo inserimento nella normale vita sociale (dopo ogni intervento è stato sempre possibile reinserirsi immediatamente nel contesto lavorativo e/o sociale) sia per i risultati apprezzabili ottenuti (netta la differenza all'osservazione tra la cute del viso trattata e quella delle aree cutanee non trattate).

Concludo dicendo che, a mio avviso, il "C - FACE - LIFTING" rappresenta un'ottima "arma" in mano alla Medicina Estetica, preventiva e correttiva nello stesso tempo, per "combattere" danni di un I.C. accelerato.

La semplicità di esecuzione, la ridotta probabilità di rischi (è sempre un atto medico!), la notevole compliance dei pazienti e gli apprezzabili benefici sulla pelle ne fanno uno strumento innovativo e prezioso.

Va comunque sempre ricordato che il "C - FACE - LIFTING", ove vi siano le indicazioni, si inserisce in un programma di prevenzione e cura della persona molto più ampio, multidisciplinare, che Medico e Paziente non dovranno mai perdere di vista.


www.aestheticmedicine.it

 

Data ultima revisione: Gennaio 2007