Medicina Estetica e qualità della vita

del Prof. Dott. Gianluigi Bertuzzi


 La Medicina Estetica nasce in Francia con la Società Francese di M.E. a Parigi nel 1973 per merito del Dottor J.J. Legrand.

Carlo Alberto Bartoletti è stato il primo a portare la M.E. in Italia, Renato Lauro è stato il primo a farla entrare nel mondo accademico con il primo corso di Perfezionamento Universitario in M.E. al mondo.

In Italia nel 1975 viene fondata la Società italiana di M.E. da C.A. Bartoletti.

Sempre in Italia, nel 1997, nasce l'A.I.M.E. Associazione Italiana di Medicina Estetica, Presidente Prof. Renato Lauro, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e oggi in Europa e nel Mondo sono numerose le Società Scientifiche di Medicina Estetica.

La Medicina Estetica nasce dall'intuizione che l'uomo è sano quando è in armonia con le diverse fasi della vita, con il proprio aspetto fisico e mentale.

Tale semplice concetto è appartenuto, fino a poco tempo fa, più alla Filosofia che alla Medicina.

La Medicina Estetica è una branca medica che, interpretandolo, ha come scopo l'ottimizzazione dell'equilibrio psicofisico individuale; tale equilibrio è il frutto di una perfetta integrazione di più fenomeni e componenti.

Spetta alla Medicina Estetica il compito di capire il ruolo dei diversi sistemi che stanno a capo dell'equilibrio dinamico psicofisico e di correggerne gli eventuali squilibri in modo tale che da una situazione di benessere non si passi ad una situazione di patologia.

Genericamente, oggi, con l'espressione "Qualità della Vita" viene indicato il livello di benessere, anche psicologico, dei cittadini che la società deve tendere a realizzare con le condizioni economiche e di lavoro, ambientali, di relazioni sociali, con la prevenzione delle malattie fisiche e mentali: "FELICE QUELLO CHE RISCONTRA IL MODO DEL PROCEDERE SUO CON LE QUALITA' DE' TEMPI" (Machiavelli).

Il concetto di Qualità della Vita trae la sua origine e diventa centrale soprattutto in società che non sono afflitte da problemi di sopravvivenza (fame, siccità. guerre, malattie infettive e malattie infantili particolarmente diffuse).

Ovviamente, laddove la vita stessa è in pericolo, il problema della sua qualità non si pone neppure.

E' dunque solamente nelle società industriali (e soprattutto in quelle avanzate) che si discute sul livello di qualità della vita.

Occorre distinguere debitamente tra Qualità della vita, livello della vita e stile di vita.

Qualità della vita indica la percezione che i soggetti hanno della loro possibilità di usare al meglio le disponibilità - economiche e culturali - presenti nel loro universo di riferimento e di vita quotidiana.

Per livello di vita deve, invece, intendersi il dato empiricamente rilevabile delle risorse reali utilizzabili, dunque in una prospettiva che appare essenzialmente quantitativa più che qualitativa.

Infine, lo stile di vita si riferisce alle modalità con cui di fa ricorso ad una serie di beni per servirsene come supporto più o meno essenziale nel corso della propria esistenza.

Qualche decennio fa si poneva attenzione soprattutto alle variabili quantificabili (status socio-professionale, età, residenza, reddito), mentre oggi si tiene maggiormente conto di elementi più qualitativi (grado di soddisfazione, superamento della privazione relativa e, quindi, accesso alle migliori chances, atteggiamenti e comportamenti).

Spetta a noi scegliere che fare della vita.

Possiamo accettare ciò che ci capita con una sorta di mesta rassegnazione, oppure inveire contro l'esistenza con veemente passione umana.

Possiamo vivere la vita come esaltazione o sottomissione, come fonte di gioia o di sconforto, di estasi o di inanità.

Ma la scelta è nostra, questo è il punto!

Felicità e benessere sono, del resto, due categorie non facilmente assoggettabili a misurazioni di sorta; essere costituiscono il punto di riferimento essenziale per la qualità della vita o meglio ne costituiscono l'obbiettivo principale.

Ovviamente, anche la soddisfazione (proprio come la privazione) può essere relativa e quindi riduce la Qualità della vita qualora lo scopo prefissato non venga raggiunto in pieno.

Gli sforzi tesi a migliorare la Qualità della vita hanno come obbiettivo l'aumento della cosiddetta "speranza di vita" che nelle società industriali e post-industriali è già abbastanza consistente.

La "Speranza di vita", d'altro canto, è strettamente collegata alle condizioni socio-ambientali che la favoriscono ed è per questo che agli studi relativi alle relazioni industriali si sono affiancati, tra molti altri, anche quelli relativi ai modelli di percezione dei diversi livelli di soddisfazione nella vita (life satisfacion).

Dunque si potrebbe dire che la Qualità della vita è per un verso dipendente dalla quota di reddito che viene investita per beni non indispensabili e per un altro dalla parte di tempo a disposizione per attività non lavorative.

Reddito e tempo sono quindi due fonti di Qualità della vita ed il loro esaurirsi per sopperire a necessità impellenti, impedisce di fatto la consapevolezza e la praticabilità della Qualità della vita stessa.

Il vivere moderno ci impone frequenti esigenze ed il tributo che si paga in termini di danni da usura è molto elevato.

Per vivere bene, oggi, bisogna sentirsi "in forma" a qualsiasi età e la medicina è sempre più sollecitata da gente che chiede di migliorare il proprio aspetto fisico per sicurezza professionale e per necessità professionali.

La funzione della Medicina Estetica è dunque legata ad una precisa richiesta della collettività e svolge un importante ruolo nella medicina sociale.

A prima vista, seguendo il concetto tradizionale di Medicina Sociale come branca che tratta i problemi dei cosiddetti flagelli sociali, ben pochi sarebbero i punti di contatto tra medicina sociale e medicina estetica.

Ma è bene tener presente come, essendo oggi la medicina sociale soprattutto medicina della prevenzione rivolta alla persona ed avendo come obbiettivo non solo il controllo e l'eliminazione delle malattie evitabili e la riduzione di quelle affrontabili, ma anche il miglioramento della qualità della vita, emergono diversi aspetti comuni:

  1. Epidemiologia della salute intesa come ricerca scientificamente obbiettiva del valore preventivo e curativo di predisposizioni genetiche ed ambientali, la misurazione degli indici di stress e di soddisfazione.

  2. La valutazione, egualmente scientifica, dell'efficacia dell'attività fisica, dell'alimentazione razionale per il rallentamento di alcuni processo fisiologici di invecchiamento e di sovraccarico sul rachide, cioè dell'osteporosi dell'artrosi, essendo già comprovati quelli sull'apparato cardiovascolare e respiratorio.

  3. L'approccio psicologico dell'auto-valutazione dell'età biologica, nuovo aspetto della medicina comportamentalistica; non esistono soltanto gli indici dell'auto-stima; ma oggi si misura la percezione di quale potenziale umano, lavorativo, sessuale, ideativo ci si sente di possedere anche in età cosiddetta avanzata, come espressione di una motivazione che di per sé è positiva.

  4. La globalità della programmazione degli interventi, che non possono ridursi all'effettuazione di tecniche più o meno sofisticate, ma che non possono prescindere da valutazioni della fisio-patologia e delle componenti psico-somatiche. La conoscenza dei principi scientifici della psicologia deve accompagnarsi ad una disciplina deontologica quanto mai severa onde superare del tutto le caratteristiche da "settimanale rosa" del coinvolgimenti del Medico con problematiche di natura estetica. Problematiche che sono fondamentali per il mantenimento dell'auto-stima e per l'adozione di stili di vita positivi.

Oggi, in particolare, l'attenzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è rivolta allo sviluppo, nei Paesi Occidentali, di stili di vita positivi che non risultino da imposizioni del tipo non fumare, bevi poco e muoviti molto, ma che rappresentino la confluenza fra atteggiamenti diversi nei confronto della propria ed altrui salute.

La Medicina Estetica non è una nuova medicina, ma fa parte integrante della medicina tradizionale di cui applica, con estremo rigore scientifico, le norme per la diagnosi e per la terapia sempre, però, accanto ad un costante rispetto per l'estetica intesa nel significato di "BELLEZZA = SALUTE".

La Medicina Estetica vuole essere innanzi tutto una medicina preventiva che educhi l'individuo a conoscersi, ad accettarsi, a gestirsi, secondo regole igieniche di vita, di igiene alimentare, fisica, psicologica, cosmetologica.

La Medicina Estetica vuole un individuo sano che se senta bene nella propria pelle.

Che la medicina debba servire anche ai sani è un concetto che non dovrebbe incontrare forti resistenze; sappiamo tutti come la prevenzione sia l'unico mezzo per allontanare malattie e, in definitiva, le complicanze della vecchiaia.

La Medicina Estetica è poi una medicina restitutiva e correttiva che utilizza metodologie e tecniche mediche, chirurgiche, fisioterapiche, termali, cosmetiche ed estetiche rigorosamente documentate.

Medicina restitutiva che non va intesa nel senso illusorio di "ringiovanimento", poiché ogni età ha il suo aspetto, ma di ripristino di funzioni fisiologiche turbate dagli stress emotivi, dalla condotta innaturale di vita, dagli inquinamenti ecologici e da malattie vere e proprie.

L'attività correttiva svolta dalla Medicina Estetica deve essere vista in senso positivo, infatti migliorare l'aspetto estetico di un individuo permette a questo di piacersi di più, di migliorare l'accettazione del proprio Io e di riequilibrarsi psicologicamente.

Tutto questo non migliora solo la psiche del soggetto, ma anche il suo metabolismo.

Oggi una nuova scienza, la psico-neuro-endocrino-immunologia, ci parla delle interferenze positive e negative che la nostra psiche, equilibrata o disturbata da ansia, stress e depressione, può avere sulle attività del sistema endocrino, interferendo con i nostri metabolismi, sia del sistema immunitario, regolando la nostra capacità di difesa contro infezioni e tumori.

Fondamentale è per la Medicina Estetica non scindere mail il concetto di BELLEZZA = SALUTE anche perché saperebbe molti difficile, o meglio, impossibile definire regole estetiche universali.

In  tribù indiane dell'Ovest degli stati Uniti il principale requisito requisito di bellezza è la grassezza delle cosce e delle braccia; "coscia magra" o "sedere di cane" sono tra i peggiori insulti che si possono rivolgere ad una donna.

Nella cultura attualmente dominante in Europa o nel Nord America la grassezza è rifiutata.
Per contro, in numerose società, il sovrappeso e l'abbondanza di certe forme sono requisiti essenziali di bellezza.

Esiste forse un individuo così insensibile da ignorare totalmente la bellezza che tutti ci circonda?

La bellezza abbonda e ci colpisce anche nelle cose più prosaiche.

Basta guardare per trovarla.

La bellezza vivifica il luogo comune.

Ci rende più consapevoli, eleva il nostro spirito, nutre le nostre anime, arricchisce il cuore.

La bellezza sperimentata, apprezzata, condivisa è sempre un espressione d'amore.

Shakespeare scriveva che "il bello e il brutto non esistono, è il pensiero a renderli tali."

Comunque, delle 325 culture codificate nell'Human Realation Area Files, 58 hanno dati adeguati per la stima delle caratteristiche della bellezza femminile.

Una moderata o media grassezza è preferita dall'81% delle società considerate dall'Human Relation Area Files ed un marcato Habitat ginoide è abitualmente molto ben accettato e preferito dal 90% delle società suddette.

Non è escluso che questi ideali di bellezza, che si traducono in scelte sessuali, abbiano un remoto riferimento alla fecondità.

In molte culture preistoriche la fertilità veniva rappresentata simbolicamente con figore di donne con accentuazione della circonferenza della metà inferiore del corpo, anche tra il Latini il bacino largo era sinonimo di fecondità.

Tuttora in Italia, ed in particolare nel Sud, come in altre culture mediterranee, (omo dè panza" significa uomo di potere e donna dai fianchi larghi significa donna feconda (silhuette mediterranea) e simili osservazioni è possibile trovarle anche tra le divinità (Buddha corpulento e Venus calipigia). Ma, di contro, vediamo.

Notevole importanza hanno differenze interindividuali e differenze individuali considerevoli di sensibilità allo stile di vita ed all'ambiente, le quali da sole possono darci alcune risposte sul perché, in ambito europeo, esistano figure strutturalmente opposte (silhouette anglosassone o silhouette mediterranea).

A questo punto sarebbe spontaneo chiedersi quale, tra le diverse silhouette possa essere la più gradita o, meglio, se quella mediterranea manterrà nel tempo certi ideali di bellezza.

Come già accennato in precedenza, la pretesa di definire regole estetiche universali cozza contro molte difficoltà; per quanto riguarda il corpo umano possiamo ritenere che le proporzioni descritte dall'arte greca classica suggeriscano degli standard ideali di bellezza ed armonia, oltre ad essere probabilmente collegate alla salute in tutti i suoi aspetti, e le regole estetiche degli artisti greci influenzano, più o meno, i giudizi di valore estetico sul nostro corpo e su quello degli altri, almeno nel mondo occidentale.

Tuttavia molte influenze culturali assai antiche contrastano con questo sistema di valori estetici e il valore attrattivo della fidanzata formosa in certe popolazioni o il culto dell'obesità tra i più grandi artisti o la pericolosa magrezza crudelmente imposta alle modelle della nostra epoca, sono tutti esempi, tra molti altri, che mostrano l'impossibilità di contare su regole assolute nel giudicare il valore estetico di un corpo umano.

E' più che mai compito della M.E., a tale proposito, cercare di riarmonizzare l'estetica di un corpo, indipendentemente dalla sua struttura originaria (androide o ginoide), modificando le abitudini e gli stili di vita responsabili dell'accentuazione di eventuali inestetismi e correggendo questi ultimi nel rispetto di metodologie scientificamente rigorose.

 Questo, attraverso tre momenti fondamentali per il Medico:

  1. La Visita di Medicina Estetica, anamnestica - psicologica - antropometrica - flebolinfologica - cutanea e posturali.

  2. La Diagnosi e le aspettative del paziente.

  3. L'Indirizzo Terapeutico impostato da un lato sì a correggere l'eventuale inestetismo, ma soprattutto, dall'altro, a ripristinare un equilibrio psico-fisico e funzionale, spesso perduto.

Certo, ciascuno di noi reca nella propria vita sentimentale, sociale  e professionale, un temperamento ed uno stile di vita diverso da ogni altro.
Quale monotonia se tutti ci esprimessimo in modo uguale e prevedibile. La diversità è il pigmento del comportamento umano.

Fino a che noi restiamo aperti alle differenze, non cessiamo di arricchire la nostra personalità e la nostra cultura, e tanto più numerosi saranno i mezzi d'espressione che noi potremo comprendere ed accettare, tanto più piena e viva sarà la nostra capacità di proporci agli altri.

E' verosimile, infatti,  che la crescita culturale, sociale, scientifica della M.E. sia direttamente proporzionale al contributo, piccolo o grande, che ognuno di noi può dare attraverso le sue conoscenze, le sue esperienze, la sua creatività.

Potremmo dire che tutti noi sappiamo perfettamente ciò che è meglio per ognuno di noi e per gli altri.

Non abbiamo che da porgere l'orecchio per scoprire che gran parte delle comunicazioni a noi rivolte hanno forma e sostanza di consigli.

Siamo ammaestrati, redarguiti, ammoniti, esortati.

Ci sentiamo dire e ridire ciò che dovremmo fare, ciò che dovremmo pensare, quali dovrebbero essere i nostri scopi.

C'è sempre qualcuno pronto a citare mode, orientamenti, stili, testimonianze, dati statistici, volti a confermare alcune opinioni e ad abbracciare certi punti di vista.

Ogni nuova informazione riveste un suo valore, a condizione che ne conosciamo la fonte e che non accogliamo ciecamente le indicazioni altrui reputandole perfette.

Vi sono momenti in cui avvertiamo la necessità di essere guidati o stimolati, ma solo per il tempo che ci consente poi di ritrovare l'equilibrio necessario a guidare il nistro operato e ad incentivare la nostra creatività.

Per concludere si sottolinea ancora una volta che la Medicina Estetica non vuole e non ha la pretesa di rincorrere l'elisir dell'eterna giovinezza, ma che, con grande umiltà e determinazione, lavora per cercare di aiutare gli altri e noi stessi a VIVERE MEGLIO E PIU' A LUNGO.


www.aestheticmedicine.it

 

Data ultima revisione: Gennaio 2007